FIGLIA:
Mentre giunge la primavera dei miei anni,
avvolta nei
suoi riccioli,
attraverso
il cuore riesco ad ascoltare
un vjersh
che mi riempie di gioia:
ricorda il
canto che la mamma
intona
stringendomi al suo petto.
PADRE:
Figlia mia, quanto sei bella!
i tuoi
occhi, pieni di speranza,
sono immersi
in mille pensieri,
dimmi a chi
si affidano
cosģ limpidi
come lacqua
che sgorga
dai monti a primavera.
FIGLIA:
Papą, da lontano un canto
giunge
dritto al mio cuore
e proferisce
dolci parole,
qualcuno
sembra chiamarmi:
portami da
quelle fanciulle,
mi sembra di
vivere una favola!
PADRE:
Figlia mia, per me sei sempre
cosģ
piccola, invece stai crescendo
e con te
cresce un desiderio,
anche se
potrebbe sembrare presto.
Tendimi la
mano: č una cultura
dellaureo
colore del grano, colei che ti chiama.
RIT. : Da
ogni parte, la voce di un angelo
canta tanto
dolcemente:
i nostri avi
ci assicurano che le nostre radici
sono
preziose come il sole fra i tuoni.
FIGLIA:
Papą, tienimi forte la mano,
sto tremando
e non so perché,
oggi voglio
camminare insieme con te,
per poter
avventurarmi e conoscere il mondo.
Tra la paura
e il pianto
voglio
averti sempre con me.
PADRE:
Figlia mia, quando la vita cambierą
e il mondo
ti sembrerą cattivo,
ricorda
queste mie parole:
fa nascere
la pace da questa cultura.
Al pari dei
monti da cui germoglia
essa deve
innalzarsi, dai cuori di ognuno.
RIT. : Da ogni parte, la voce di un angelo
canta tanto
dolcemente:
i nostri avi
ci assicurano che le nostre radici
sono
preziose come il sole fra i tuoni.