Ho scucito i
fiori che fino a ieri annaffiavo
sul telaio
dove tu ricamavi oro.
Ho accostata
la porta e ho chiuso il balcone
su un vaso
con una rosa bellissima,
rossa come
il fuoco.
E dal vicolo
che porta al vicinato
ho mandato
via la gente cacciandola in casa.
Non voglio
nessuno che mi stia vicino
perché sono
senza cuore ora che il mio cuore
lho buttato
dentro un burrone!
Ho cantato
un vjersh e come un fuoco ho bruciato
tutte le
favole antiche che mi raccontava mio padre
e tutte le
canzoni che mi portava come le foglie
la vita, che
oggi č cambiata!
Ho buttato
un lamento e ho maledetto la vita
e tutte le
navi portate dal mare
e pił
vecchie del tempo, le strade e le case
allinterno
del vicinato
E non ho pił
la forza per tenerle dentro
Devo
dimenticarle?
O devo
salvarle?
Ho buttato i
fiori che fino a ieri ti portavo
davanti alla
porta dove ricamavi oro.
E rimasta
la sedia e la vecchia senza pił rotolini di filo
e sopra un
muro, come addormentato, un geco
sul sole,
caldo come un fuoco.
Ho cantato
un vjersh e come un amore ho ricordato
le labbra
che ti ho baciato e del corpo il calore
che mi
riporta a un tempo che ho vissuto e attraversato
un tempo che
adesso č cambiato
E ho sparso
le parole su una terra pesante e arida
parole come
seme senza vita
e una pietą
che mi č nata dalla radice,
la radice
che non potrą morire
e ho
annaffiato le parole sparse con una lacrima
Devo
dimenticarle?
O devo
salvarle?