IL TRIO CACOZZA –
IANNUZZI – NOVELLO VINCE IL FESTIVAL DELLA CANZONE ARBERESHE
“Ishe nje here”
(C’eri una volta) è il motivo vincitore della XXVII^
edizione del Festival della canzone arbëreshe,
svoltasi a San Demetrio Corone nel piazzale del
complesso del Sant’Adriano davanti a un pubblico dai grandi
numeri.
Il brano, dal contenuto
molto toccante in quanto dedicato al giovane Gianluca Luzzi,
scomparso a soli 30 anni, è stato portato alla vittoria con
una intensa e buona interpretazione da Pino Cacozza, Ernesto
Iannuzzi e Jessica Covello.
Il secondo posto è stato
conquistato dalla concorrente di Spezzano Albanese, Maria
Antonietta Marcovicchio con il brano “Nhe mot i vjeter” (Un
mondo antico). Al terzo posto vi è stato un ex equo tra
cantanti di Spezzano Albanese: i fratelli Francesco, Cosimo,
Damiano Scaravaglione ed Emiliana Oriolo con il motivo “Vjersh”,
e Letizia Aita ed Erged Pano che hanno eseguito Shpirti i
jetes” (Lo spirito della vita).
Ad aggiudicarsi il premio
della critica “Giuseppe D’Amico”, messo a disposizione per
il X anno consecutivo dai familiari dell’ideatore del
concorso canoro, l’avvocato Giuseppe D’Amico, è stato il
gruppo composto dai fratelli Scaravaglione ed Emiliana
Oriolo. Il premio per la musica più bella, istituito quest’anno
in memoria di Antonio Baffa da Santa Sofia d’Epiro, è andato
ex equo ai motivi Vjersh e Ni, Ni, Ni di Monia Pelilli da
Montecilfone (CB).
Affiancati da un gruppo
di graziose vallette, hanno condotto lo spettacolo
(organizzato come sempre dall’Associazione culturale
Festival e dal Comune) l’intramontabile Gennaro De Cicco e
Sonia Gradilone. Presenti alla serata il parlamentare Cesare
Marini, l’assessore provinciale Donatella Laudadio e
l’assessore regionale al Turismo Damiano Guagliardi.
Lungi
dall’essere una semplice serata di canzoni, nel corso della
sua affascinante storia, lunga più di un quarto di secolo,
la kermesse si è arricchita di riuscite iniziative
collaterali e di importanti aperture ad altre realtà
linguistiche minoritarie presenti nel territorio nazionale,
che confermano tutto ciò che di buono è stato costruito
attorno a essa. Un Festival sempre più ambizioso e
innovativo, nonostante conservi il suo tradizionale format.
Adriano Mazziotti