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RASSEGNA STAMPA IL
FESTIVAL DEL DUEMILA SAN DEMETRIO CORONE- Diciannovesima edizione, questa del Duemila, del Festival della canzone arbëreshe, la cui serata finale si svolgerà sabato 12 agosto. Il nuovo millennio inizia con nuovi auspici per le 52 comunità albanofone d’Italia, di cui il Festival ne rappresenta il simbolo e la “bandiera”. È stata varata, infatti, dopo tante e lunghe attese, la legge di tutela delle minoranze. Uno strumento che innescherà, se sarà opportunamente utilizzato, processi di salvaguardia delle culture “altre” che , con la loro diversità, rappresentano un elemento di pluralismo e di vivacità culturale in un mondo destinato all’ omologazione. Sarebbe auspicabile, per i positivi ritorni d’ immagine e per un forte segno politico, che al Festival di quest’anno partecipassero, oltre naturalmente a quella albanese, le altre due minoranze linguistiche presenti in Calabria: l' occitana e la grecanica. Il Festival, la più importante e popolare manifestazione degli italo-albanesi, è organizzato dall’Amministrazione comunale di San Demetrio Corone e dal Comitato storico. Il bando di gara prevede che le canzoni partecipanti (inedite e in lingua arbëreshe o shqipe) devono essere presentate entro il 14 luglio. Alla domanda di partecipazione, dovranno essere allegati il testo della canzone con la traduzione in italiano, la registrazione del brano (possibilmente su CD) e la eventuale base su CD, audiocassetta o DAT. Saranno ammesse, alla serata finale, 14 canzoni selezionate da una commissione nominata dalla direzione artistica, che verranno trasmesse da emittenti private. Una giuria popolare, nominata dal Comitato organizzatore, sceglierà le prime tre canzoni da premiare, mentre una giuria tecnica assegnerà il Premio della critica intitolato al fondatore del Festival : il compianto avvocato Giuseppe D’Amico . C’è, come sempre, grande attesa in tutta l’Arberia per conoscere i brani del 2000. Ancora una volta, gli autori, fedeli interpreti dell’arcipelago arbëresh, alla maniera degli antichi rapsodi, esprimeranno le ansie, le gioie, i sogni, i sentimenti di queste comunità che da oltre cinque secoli vivono in Italia, conservando gelosamente il loro fascinoso e orientale tesoro culturale e lottano, anche attraverso le canzoni, per mantenere questa loro specificità . E, per il secondo anno consecutivo, la direzione artistica della rassegna canora è stata affidata a Pino Cacozza, vincitore più volte del Festival, che, insieme a tutto lo staff, sta lavorando per rendere la manifestazione più “professionale”, (mettendo a disposizione di autori interpreti i necessari supporti tecnici) per inserirla nei circuiti artistici nazionali . Obbiettivo,questo, ambizioso e la cui realizzazione passa inevitabilmente anche attraverso maggiori interventi finanziari . Ma, all’alba del Terzo millennio, occorre una forte spinta propulsiva ad uscire, per sopravvivere, dalla “ghettizzazione”. Anche se questo, ne siamo convinti, comporta dei pesanti costi in termini di purezza ed autenticità culturale. Ma non ci sono altre vie!
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