FESTIVAL DELLA CANZONE ARBERESHE   Comune di San Demetrio Corone (CS)

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FestivalArbëresh2000

RASSEGNA STAMPA

 

da "IL DOMANI", giovedì 17 agosto 2000 - articolo di Adriano Mazziotti

IL FESTIVAL  DELLA CANZONE ARBERESHE A S. DEMETRIO

Vincitrice della diciannovesima edizione Zaira TOCCI con “Ti, Kush je”  

“Ti, Kush je” (Tu, chi sei), interpretato da Zaira Tocci di Lungro, è il motivo vincitore della diciannovesima edizione del Festival della Canzone Arbëreshe.

Al secondo posto si è piazzato il Gruppo Pllatni da Plataci con il motivo “Shiponja” (L’Aquila), mentre terza classificata è stata la concorrente Fabrizia Dragone di San Benedetto Ullano, interprete della canzone Mall per katundin (amore per il paese).Quattordici i motivi in gara, ( ma a confrontarsi solo dodici concorrenti in quanto i partecipanti da Portocannone e Montecilfone, a causa di un imprevisto non hanno potuto raggiungere San Demetrio C.) tutti composti ed eseguiti in arbërish, la parlata  degli italo-albanesi.

Anche quest’anno la rassegna è stata organizzata dall’Amministrazione comunale e affidata alla direzione artistica di Pino Cacozza. A condurre la serata come sempre Gennaro De Cicco, coadiuvato da Sonia Gradilone e Antonella Ciociaro.

Ospite della manifestazione sono stati il pittore albanese IBRAIM KODRA, da molti anni residente a Milano e in questi giorni a San Demetrio Corone, con una personale di pittura, la nota cantautrice arbëreshe Silvana Licursi, che si è esibita in un gustoso collage di celebri motivi della tradizione canora,custodita negli stanziamenti albanofoni, e il gruppo di musica etnica di San Costantino Albanese “GLI HOBO”.

Il Festival degli oltre duecentomila “altri italiani” anche quest’anno si è confermato come manifestazione di spicco, unico momento di incontro canoro degli albanesi d’Italia, che a San Demetrio C. , ogni anno in agosto si ritrovano uniti per manifestare con il canto la propria identità, rendendo così la rassegna la più palpitante e qualificata iniziativa culturale della “piccola patria” italo-albanese.

Molti meriti fino ad ora giunti al Festival inteso come occasione di confronto con la cultura arbëreshe, strumento efficace di approccio alla lingua madre per le nuove generazioni e di recupero dei termini  in disuso, attraverso la riattivazione di espressioni e forme quasi scomparse, all’interno delle diverse parlate.

 

ADRIANO MAZZIOTTI