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FestivalArbėresh
RASSEGNA STAMPA
2001
20°
FESTIVAL DELLA CANZONE ARBERESHE
da
"La Gazzetta del Sud" - 2 Settembre 2001
San Demetrio Corone / Vorrei che questa
canzone vince il festival organizzato dal Comune
Ansie e speranze delle popolazioni albanesi
Pasquale De Marco

SAN DEMETRIO CORONE Il gruppo «Vuxhet arbėreshe»
di San Demetrio Corone ha vinto con il brano «Donja se kjo kėngė...»
(Vorrei che questa canzone...) - testo di Adriana Ponte, Vicky Macrģ e
Gina Rotondaro, musica di Aleksander Paioli il 20. Festival della
canzone arbėreshe, organizzato dalla locale amministrazione comunale e
dal comitato storico. Seconda classificata: «Jam kėtu» (Sono qui) del
cantautore Egert Pano, originario di Tirana e residente a Spezzano
Albanese. Terza classificata. «Ndėn nje qilli me ylles» (Sotto un
cielo di stelle), testo e musica di Cristiano Iacovelli, interpretata
dal gruppo «Qifti arbėresh» di Portacannone (Campobasso). Il Premio
della critica intitolato all'avvocato Giuseppe D'Amico, ideatore,
nel 1980, del Festival č stato assegnato a «Nje Kėng' e lirė»
(Un canto libero), scritta da Gennaro Tavolaro, musicata e cantata da
Fabrizia Dragone, di San Benedetto Ullano. Si sono esibiti come ospiti:
il gruppo folk greco-salentino «Asteria» di Sternatģa (Lecce), come
segno di apertura alle altre minoranze etnico-linguistiche; il
cantautore calabrese Cataldo Perri; i gruppi di danza «Mimoza» e «Shqiponjat»
di Santa Sofia d'Epiro e il cantante Miche Baffa, vincitore della prima
edizione della rassegna canora arbėreshe. Il numerosissimo pubblico
presente nello storico scenario del Collegio di Sant'Adriano ha
confermato, ancora una volta, la validitą e vivacitą della
manifestazione che, per l'encomiabile ruolo di promozione culturale che
esercita da vent'anni, meriterebbe sicuramente pił attenzione, anche in
termini di finanziamenti, per poter entrare nei circuiti nazionali.
Centinaia di canzoni nuove, che meriterebbero uno studio linguistico e
letterario ad alto livello ha dichiarato con entusiasmo il direttore
artistico Pino Cacozza centinaia di contatti e incontri in tutta la
nostra diaspora, centinaia di autori e poeti, veri nuovi rappresentanti
della letteratura arbėreshe del terzo millennio, centinaia di
musicisti, gruppi, vocalisti che si sono nel tempo sempre pił
professionalizzati tanto da arrivare a gestire una propria immagine
artistica con spettacoli e concerti autonomi all'interno e fuori dalle
nostre comunitą, in Albania e in altre nazioni. Tutto questo č il
nostro Festival». Una manifestazione presentata da Gennaro De Cicco
coadiuvato da Antonella Ciociaro e Sonia Gradilone e dalle vallette
Debora Chimento, Serena De Marco e Maria Rosaria Scarpello che non
č solo musica, ma rappresenta la cartina di tornasole delle 52 comunitą
albanofone d'Italia e ne evidenzia le ansie, i problemi, la situazione
linguistica, le speranze e i progetti. Il Festival č, per i discendenti
di Skanderbeg, un appuntamento moralmente obbligatorio per cantare la
propria «diversitą», rinsaldare i vincoli e attingere energia per
continuare la battaglia sempre pił difficile di difesa della
peculiaritą che ha come punti forti la lingua, il rito religioso,i
costumi, le tradizioni e la gastronomia. Un ricco patrimonio, dunque,
che, tra l'altro, potrebbe costituire, se adeguatamente pubblicizzato,
un importante tassello del mosaico turistico culturale. Quale attivitą
collaterale č stata allestita la mostra di vecchi mestieri, artigianato
locale e lavorazione del legno. E i Confemili (Confederazione delle
minoranze linguistiche), tramite il suo delegato Emanuele Pisarra, ha
approntato un banchetto per la raccolta di firme da inviare al
Parlamento europeo perché solleciti il nostro Governo a rendere
operativa la legge di tutela. |

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