“Voglio vivere”,
interpretata da Emiliana Oriolo
UN INNO ALLA
PACE VINCE IL FESTIVAL DELLA CANZONE ITALO-ALBANESE
Un pienone di spettatori, nello
storico piazzale del Collegio di Sant’Adriano, ha suggellato l’ennesimo
successo del Festival della canzone arbëreshe : la manifestazione
“simbolo” degli Albanesi d’Italia, organizzata dall’Amministrazione
comunale di San Demetrio Corone e dall’Associazione Festival.
Una rassegna canora, giunta alla
24. edizione , che propone annualmente inediti brani in lingua arbëreshe,
nel segno di una comunità ancorata alle sue radici, ma che, parimenti, si
rinnova e produce nuova cultura e che, da tre anni, è anche diventata un
momento di incontro-confronto con le altre minoranze linguistiche presenti
nel nostro Paese.
La palma d’oro (con 274 voti) è
andata al brano “Dua të rronj” /Voglio vivere , un vibrante inno alla
Pace, composto da Agostino Sofis e interpretato dalla suadente voce di
Emiliana Oriolo di Spezzano Albanese, 20enne studentessa in Scienze
dell’educazione all’Università della Calabria.
Al secondo posto (con 253 voti) si
sono classificati i fratelli Scaravaglione (Francesco, Cosimo e Damiano),
anch’essi di Spezzano, blasonati protagonisti del Festival, con la canzone
“Karol”, da loro scritta e dedicata al Grande Papa.
Terza posizione (con 232 voti) per
la giovanissima e simpatica Debora Baffa, di San Demetrio Corone, che ha
cantato il brano “Më se një vuxhë, një këndimë” (Più che una voce, un
canto) di Vincenzo Guaglianone e Aleksander Paloli.
Il Premio della critica -
intitolato all’avvocato Giuseppe D’Amico, ideatore del Festival e
consistente quest’anno in un acquerello del Maestro Luigi Melfi – è stato
attribuito, da una ristretta giuria di esperti, alla canzone Rrimi bashkë
u e ti, Moj Arbërì /Stiamo insieme, o Arbëria (di Pino Cacozza e Angelo
Pagliaro, arrangiamenti musicali di Luigi Sansò e Roberto Cannizzaro),
interpretata dal gruppo artistico “Zjarri i ri”, vincitore della passata
edizione del Festival e interprete di un fortunato recital sul vate
Girolamo De Rada.
Il Festival – condotto da Gennaro
De Cicco e Sonia Gradilone , direttori artistici della stessa kermesse – è
stato preceduto dalla sfilata della banda musicale slovena “Gobbedo
Drustivo” di Trieste ed ha offerto alla grande platea, oltre naturalmente
alle 14 canzoni finaliste, le esibizioni delle ballerine della Dance Art
del coreografo Michele Ferraro del San Carlo di Napoli, del cabarettista
Pino Gigliotti e del gruppo canoro sloveno “Bernesche Korenine”.
Di alto spessore culturale la
serata precedente, con il convegno “Etnie a confronto, una vetrina sulle
minoranze : gli sloveni”, da cui sono scaturiti interessati spunti
inerenti le tematiche di salvaguardia e promozione delle “piccole patrie”
tutelate dalla legge-quadro nazionale 482/1999. Al dibattito, coordinato
da Gennaro De Cicco, sono intervenuti il sindaco di San Demetrio Corone,
senatore Cesare Marini; Rosetta Console, assessore provinciale al Turismo;
Adriano D’Amico, presidente dell’Associazione Festival; Antonio Sposato,
assessore comunale alla Cultura; Rudi Pavsic, presidente dell’Unione
culturale ed economica Skgv e Poljanka Dolhar, responsabile dell’Unione
dei circoli culturali sloveni.
Pasquale De
Marco
GAZZETTA DEL SUD,
23 agosto 2005