Serata finale del Festival a S. Demetrio Corone
Riflettori puntati questa sera alle 21 sul
suggestivo piazzale del complesso del Sant’Adriano, dove tutto è pronto per
la XXIV edizione del Festival della canzone arbëreshe.
Quattordici i motivi sottoposti al giudizio di una
giuria popolare nominata dal comitato organizzatore e allargata a
rappresentanti di tutte le comunità di lingua albanese presenti in Italia;
motivi come sempre eseguiti in arbrisht (l’idioma degli albanesi d’Italia) o
in shqipe (la lingua parlata in Albania). Una giuria tecnica nominata dalla
direzione artistica, inoltre, assegnerà l’VIII premio della critica
intitolato all’avvocato Giuseppe D’Amico, il compianto “padre” del concorso
canoro. Alla canzone regina sarà assegnato il premio di €. 1.500,00,
alla seconda e alla terza classificata rispettivamente 750 e 500 euro.
L’importante gara musicale, evento clou delle
manifestazioni estive nei centri albanofoni e appuntamento fisso dell’estate
sandemetrese, continua la sua marcia fiera e orgogliosa per ciò che ha fatto
e per ciò che rappresenta per gli oltre centomila “altri italiani”.
In quasi un quarto di secolo, il “Sanremo arbëresh” ha
saputo rinnovare la propria immagine mantenendo integre le finalità
originarie. Tra alti e bassi il Festival è cresciuto
notevolmente, e negli ultimi anni ha consolidato la sua fisionomia grazie alla
passione e alla lungimiranza dei suoi organizzatori, che lo hanno prima
esportato in altre comunità calabro-albanesi, per poi imboccare la strada del
dialogo con le altre minoranze etnico-linguistiche disseminate lungo lo
Stivale.
Ne è venuta fuori una rassegna fatta non solo di musica
e canzoni, ma una manifestazione matura, con una immagine consolidata nel
tempo, una icona della cultura espressa dai discendenti di Skanderbeg in
Italia. Un Festival capace di coniugare tradizione e scelta innovativa, di
aprirsi, mettersi di fronte alle altre etnie e tessere rapporti
collaborativi in campo culturale e non solo.
Il convegno dedicato alla realtà etnico-linguistica
slovena di ieri sera - il terzo dopo gli incontri con la minoranza friulana e
occitana degli anni scorsi - riconferma la validità della felice iniziativa
ideata per accogliere all’interno della ultraventennale gara canora altre
comunità.
Lo spettacolo di stasera, organizzato dall’ associazione
culturale Festival, d’intesa con l’amministrazione comunale e patrocinata
dalla amministrazione provinciale di Cosenza, sarà condotta da Gennaro De
Cicco e Sonia Gradilone, i due direttori artistici a cui il Comune ha
affidato l’ organizzazione della kermesse
.
Sul palco del Festival si esibiranno anche le allieve della “Dance arte”
dirette dal maestro Michele Ferraro e il cabarettista calabrese Pino Gigliotti.
I quattordici motivi in gara sono nell’ordine:
“NËNG TË DUA MË”/ “NON TI AMO PIÙ (canta
Claudio La Regina); “MË SE NJË VUXHË NJË KËNDIM”/ “PIÙ CHE UNA VOCE UN
CANTO” ( canta Debora Baffa);
“JETA ARBËRESHE ËSHTË E BUKUR”/ “LA
BELLEZZA DEL MONDO ARBËRESH”
( canta Michele Bloise); “RRIMI BASHKË U
E TI, MOJ ARBËRI”/ “STIAMO INSIEME, OH ARBËRIA”(canta il gruppo
artistico “Zjarri i ri”) -“MENDIMET E MALLIT”/ “RICORDI D’AMORE” (canta
Francesco Ferraro)
“PELLEGRINI I MADH”/ “IL GRANDE
PELLEGRINO” (canta Maria Teresa Sammarra) -
“SHËN MËRIA”/ “AVE MARIA (canta Letizia
Aita) -
“UJT”/ “ACQUA” (canta Maria
Antonietta Marcovicchio) - “TI KU JE”/ “MA TU DOVE SEI” (canta
Vincenzo Rimola) - “KAROL” (cantano Francesco, Cosimo e Damiano
Scaravaglione)
“SA HERË”/ “QUANTE VOLTE”
(cantano Emanuele Manes e Annarita Iusi)
“DUA TË RRONJ”/ “VOGLIO VIVERE” (canta
Emiliana Oriolo) “PASTOQE”/ “STORNELLI” (canta il gruppo “Ata ka
Spixana”)
“TSUNAMI” (Canta il Gruppo “Jemi
dhe bashkë”).
ADRIANO MAZZIOTTI